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Sportello linguistico per la lingua sarda dell'Università degli Studi di Cagliari

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lunedì, 31 marzo 2008

Telelimba:sa televisione sarda in internet

telelimbas


A bias a isbetare est faina prus peleosa de cussu chi si depet fàghere etotu. Mesche si s’isbetat chi a fàghere sas cosas siat unu sistema chi mancu càrculat a su movimentu linguìsticu e a sas cosas chi faghet in tempos de mistificatzione informativa, de tìtulos de giornales marioladores o de su mudìmine issoro matessi chi est fortzis fintzas peus. Sighit ...


Da http://www.sotziulimbasarda.net/marzo2008/telelimba.htm

postato da: francosardo alle ore 31/03/2008 22:16 | link | commenti
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sabato, 29 marzo 2008

IRGOLI. Il Carnevale in una ricerca in limba

nuova_sardegna(1)Il risultato dello studio di S’Ufitziu de sa limba sarda con gli scolari del paese .


Il Carnevale moderno è “solo” una grande festa in maschera che coinvolge un po’ tutte le fasce sociali dove gli elementi di base sono il divertimento, la sfrenata allegria ed un pizzico di sregolatezza. Ma una volta non era così, e la Sardegna, specie con le tradizionali maschere dell’interno, conserva ancora evidenti tracce dell’essenza di una ricorrenza rituale che ha origine all’alba della vita sociale dell’uomo.  Quando il “carnevale” veniva celebrato in concomitanza con l’inizio della nuova stagione di semina ed esternava nelle sue formule e nelle sue manifestazioni rituali di auspicio per la fertilità della terra. Una storia affascinante tuttora materia di approfondito studio da parte di ricercatori e di antropologi che S’Ufitziu de sa liumba sarda “Valle del Cerino” di Irgoli, Loculi, Galtellì ed Onifai ha preso a pretesto sin dall’anno scorso per avviare nelle scuole elementari dei quattro paesi una ricerca sul campo affidata alla curiosità ed all’entusiasmo degli alunni. Una ricerca in limba ovviamente che attraverso le interviste fatte dai bambini ai loro nonni ed agli anziani in genere si proponeva il duplice scopo di stimolare gli alunni all’uso ed alla conservazione della loro lingua madre e contestualmente andare alla ricerca anche in questa micro regione sarda delle tracce di quel carnevale che ora non c’è più, plasmato da nuove acculturazioni e tramutato appunto in una grande festa in maschera dove l’originalità delle antiche maschere è andata via via dissolvendosi. L’iniziativa ha dato risultati inaspettati e gli alunni della valle del Cedrino, grazie ai ricordi dei loro nonni, hanno trovato traccia dell’antico carrasecare baroniesu e ora il loro lavoro verrà presentato al pubblico domani sabato 29 alle 18 presso la sala consiliare di Irgoli durante un convegno dal titolo “Carrasecare fintzas in Baronia” patrocinato dall’amministrazione comunale di Irgoli in collaborazione con S’Ufitziu de sa Limba “Valle del Cedrino”. Ad illustrare e ad argomentare il materiale raccolto dagli alunni saranno Dolores Turchi, scrittrice e studiosa di tradizioni sarde, il giornalista Paolo Pillonca e l’operatore linguistico Nicola Cantalupo. Parteciperà all’incontro, anche il presidente della Consulta delle associazioni di Irgoli Brigida Murru. 


 
 


Angelo Fontanesi


Da "La Nuova Sardegna" del 28/03/2008

postato da: francosardo alle ore 29/03/2008 12:40 | link | commenti
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DECIMOMANNU. Incontro finale del corso di lingua sarda

 nuova_sardegna(1)


Si terrà oggi alle 15,30, presso la sala polifunzionale del Centro sociale comunale di via Aldo Moro, l’incontro finale del corso sulla lingua e il bilinguismo isolano. Interverranno i relatori Pepe Corongiu, dirigente regionale per la lingua sarda; Michele Ladu, esperto di tradizioni della Regione e Cristiano Becciu, esperto interprete della Regione. Relatori del convegno: Nicola Cantalupo, responsabile del progetto culturale e Alessandro Porcu, direttore U.L.S. per il Comune di Decimomannu. (to.us).


Da "La Nuova Sardegna" 28/03/2008

postato da: francosardo alle ore 29/03/2008 12:36 | link | commenti
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ESCALAPLANO. Presentazione del Progetto sulla lingua sarda.

 nuova_sardegna(1)


Il nuovo progetto sulla lingua e sulla cultura sarda finanziato dalla Regione, sarà presentato questo pomeriggio in una riunione che si svolgerà, alle 16, in Comune. Ai lavori interverranno tra gli altri Francesco Casula, Bruna Siriu e Ivo Murgia. (j.bu.)


Da "La Nuova Sardegna" del 27/03/2008

postato da: francosardo alle ore 29/03/2008 12:34 | link | commenti
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giovedì, 27 marzo 2008

Villaperuccio - Corsi di sardo ai dipendenti comunali

header_logo_usTutti in aula a lezione di limba. A Villaperuccio è tutto pronto per l'apertura dello Sportello della lingua sarda. L'iniziativa, frutto di un piano per la tutela e la valorizzazione della lingua sarda, è stata finanziata nei giorni scorsi con fondi della Regione.

Si tratta di una somma di 30 mila euro che il Comune utilizzerà per l'istituzione di appositi corsi di lingua sarda. Le lezioni saranno rivolte a quindici allievi. «In primo luogo saranno indirizzati alla formazione del personale amministrativo comunale, in vista dell'introduzione del bilingiuismo», ha spiegato il sindaco Antonello Pirosu. Ma non solo. «I posti che dovessero avanzare - ha aggiunto Pirosu - saranno messi a disposizione di chi volesse approfondire lo studio del sardo».
(m. lo.)


Da "L'Unione Sarda" del 27/03/2008

postato da: francosardo alle ore 27/03/2008 12:42 | link | commenti
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giovedì, 20 marzo 2008

Il premio di poesia sarda compie 27 anni

nuova_sardegna(1)Posada: iscrizioni aperte fino al 27 maggio, la cerimonia il 9 agosto.


POSADA. Il miglior biglietto da visita del paese lo ha presentato Giuseppe Tirotto, poeta di Castelsardo, sabato scorso all’inaugurazione della piazza dedicata a Giacomino Zirottu, ricordando il grande prestigio raggiunto dal premio di poesia sarda Posada.

 Il premio, giunto alla ventisettesima edizione, calamita infatti l’attenzione di centinaia di intellettuali di tutta la Sardegna e non solo. Il premio, in un crescendo di successi, ha portato in alto il nome del paese e contribuito alla crescita della cultura e della poesia in limba.

 Il concorso, aperto a tutte le opere inedite, mai presentate o premiate in altri concorsi e redatte in lingua sarda nelle sue derivazioni o parlate locali, è stato bandito nei giorni scorsi dal direttivo presieduto da Ignazio Porcheddu.

 I termini per la presentazione delle opere, scadono il 17 maggio. Il concorso di poesia, uno dei più longevi dell’isola, si svolgerà il 9 agosto e si articola come sempre in due sezioni, poesia rimata e verso sciolto. Ciascun concorrente potrà partecipare ad entrambe le sezioni con un’opera che non superi i cinquanta versi.

 Il tema del concorso è libero, e le opere presentate o premiate, non sono vincolate da alcun diritto d’aurore e restano di proprietà del comitato che le potrà gestire per qualsiasi scopo culturale. I vincitori delle due sezioni riceveranno il trofeo simbolo del premio modellato dall’artista Mimmo Bove mentre premi in denaro saranno corrisposti ai primi tre classificati nelle due sezioni.

 Con il contributo del Comune di Posada, le opere premiate in questa 27ª edizione, saranno raccolte in un volume che sarà pubblicato in occasione della cerimonia di premiazione.

 Le opere vanno inviate a mezzo posta prioritaria al presidente del premio poesia sarda Posada, via Mereu, 08020 Posada. Per informazioni: 0784 854191, 0784 854043, 346 0142526, 347 6285072.


SERGIO SECCI


Da "La Nuova Sardegna" del 19/02/2008



postato da: francosardo alle ore 20/03/2008 20:52 | link | commenti (1)
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«Contos, cantos e poesias», oggi bambini in scena a Banari

nuova_sardegna(1)BANARI. Si terrà oggi alle ore 18,30 nei locali della scuola elementare di Banari la rappresentazione “Contos, Cantos e Poesias”. Lo spettacolo è l’atto finale di un progetto iniziato lo scorso 6 febbraio, volto alla valorizzazione e alla promozione della “Cultura e della lingua sarda” che ha visto il coinvolgimento di 28 bambini della ludoteca “L’Erba Voglio”. Insieme a loro nelle varie fasi del percorso hanno collaborato i genitori e i nonni, il coro femminile e maschile di Banari, gli anziani del Centro di aggregazione sociale e i poeti locali Angelino Porcheddu e Salvatore Sini. Tre gli operatori coivolti: l’esperto di lingua e tradizioni sarde Stefano Ruiu, la ludotecaria Adriana Chessa e il coreografo Massimiliano Rozzo. Il progetto, organizzato a cura dell’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Banari e dalla Cooperativa “Robinson”, è stato suddiviso in tre fasi, precedute da un accurato lavoro di ricerca e di raccolta di testimonianze. Nella prima gli anziani del paese hanno raccolto e insegnato ai bambini giochi e filastrocche tradizionali. Le nonne hanno invece aiutato a preparare “su pane ‘e s’ou” guidando i bambini ad impastare la farina con l’acqua e a creare le uova pasquali tradizionali. Nella seconda fase il coro femminile e maschile hanno insegnato ai bambini due motivi della tradizione, “In custa die de amore” e “Nanneddu meu”, mentre il gruppo musicale degli adolescenti ha proposto dal canto suo la canzone “Mere manna”. Nella terza fase, dedicata alla creazione dello spettacolo di oggi, i bambini sono stati coinvolti in due laboratori, uno di drammatizzazione e l’altro di coreografia. Nel corso del primo è stata curata la messa in scena del racconto popolare “Britichinu e i suoi fratelli” e la recita di alcune poesie. Ai bambini più piccoli della scuola materna si è fatto invece memorizzare il testo della poesia “Manos de babbu”, facendo ricorso a delle carte con delle immagini del contenuto.

 Nel laboratorio coreografico infine sono state preparate le danze e i canti dello spettacolo conclusivo. Il progetto ha permesso la conoscenza e la valorizzazione delle tradizioni del paese, in particolare di quelle linguistiche, in un proficuo scambio che ha messo a confronto
diverse fasce di età attraverso momenti di aggregazione impreziositi da canto, ballo e recitazione.

Antonio Carboni


Da "La Nuova Sardegna" del 19/03/2008

postato da: francosardo alle ore 20/03/2008 20:44 | link | commenti
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mercoledì, 19 marzo 2008

ARRELATA DE CUARTÙCIU

ivuCusta est un'arrelata de su cumbènniu de Cuartùciu chi at stèrriu Màssimu Madrigale.

Sardu e standard: arrexonus e parrimentus in Cuartuçu


Sàbudu passau, su 15 de martzu in Cuartuçu, s’est kistionau de lìngua sarda. S’aposentu de is atòbius de su Cunsillu comunali fiat prenu prenu, ca nci fiant assumancus duxentus personis, jòvunus e beçus sètzius a ascurtai is arrelatus de Luciano Marroccu (Assessori a sa Curtura de sa Provìntzia de Casteddu), Francesco Casula (scriidori), Eduardo Blasco Ferrer (Professori de Linguìstiga sarda me in sa Facurtadi de Scèntzias de sa Formadura de s’Unibersidadi de is Studius de Casteddu), Francu Pilloni (scriidori) e Juliu Solinas (meigu e scriidori). Porru e Lèpori no ant pigau parti a s’atòbiu. Po sa primu borta is ki funt po sa LSC si funt atobiaus cun is ki funt contras po arrexonai impari de polìtiga linguìstiga e de standard.

Luciano Marroccu at cumentzau a kistionai narendi ca tòcat a sighiri a fueddai in sardu po no fai sparessi sa lìngua nosta. At arregordau a Casula ki sa literadura sarda no est sceti in logudoresu (e duncas tòcat a difendi totu su sardu). Pustis Marroccu at acrarau sa posidura sua a suba de sa kistioni de su standard arregordendi a totus ki no dd’est praxu su decretu de sa Junta Soru a suba de sa LSC, ca no serbit, a parri cosa sua, a imponni un lìngua cun d-unu decretu.

Pustis a sighiu a kistionai Frantziscu Casula ki at fueddau sceti in sardu. Casula at nau ca no fait a stesiai su studiu e s’imparu de sa lìngua sarda de sa stòria e de is traditzionis de s’Isula. At arregordau a totus comenti is Savoyas ant circau de burrai s’imperu de su sardu e in su matessi tempus de comenti, assumancus fintzas a su ’77, nci fiat ancora kini, me in sa scola, no boliat s’imparu de sa lìngua sarda (ma oindì puru, mancai is leis, ddoi at kini est contras a sa lìngua sarda). Sighendi a nai ki campidanesus e logudoresus si cumprendint a pari e ki, de sa circa de sa R.A.S., su 68% de is sardus cumprendint e fuèddant assumancus una bariedadi de su sardu, at imperau is fueddus de Tullio de Mauro po nai ki is diferentzias a-intru de una lìngua funt sienda e scusorju de s’identidadi de unu populu. Duncas at acabau narendi ki tòcat a fueddai in sardu de dònnia e calisisiat argumentu (e a fueddai in sardu in dònnia logu).

Prof. Ferrer at bòfiu intrai me in sa kistioni de su standard, arregordendi su ki ant nau Gramsci [“La storia della lingua é storia delle innovazioni linguistiche, ma queste innovazioni non sono individuali (come avviene nell’arte), ma sono d’un’intera comunità sociale che ha innovato la sua cultura, che ha “progredito” storicamente] e Nencioni (“Le lingue naturali non sono né strumenti né codici: sono testimonianza e voce dell’identità etnica, storica e culturale di un popolo e dell’identità personale del singolo cittadino).

Ferrer at arregordau ki dònnia lìngua est filla de sa stòria de unu populu e duncas ki dònnia protzessu de normalizadura est unu protzessu ki pertocat fintzas sa literadura e sa polìtiga de unu populu, acrarendi perou, ki dònnia normalizadura iat a depi cumentzai de una bariedadi naturali (comenti est sutzediu in atrus logus de s’Europa). Difatis, po su sardu, Wagner in su 1928 iat amostau a sa Comunidadi scentìfiga intranatzionali is diferentzias intra de su logudoresu e su campidanesu (po es.: chentu/centu, limba/lìngua e aici nendi).

Contendi sa stòria de is esperimentus de normalizadura de sa lìngua sarda, Ferrer at arregordau ki sa LSU fiat unu logudoresu “naturali” stesiau de is protzessus stòrigus de sa lìngua. A sighiri, at acrarau ki sa "limba de mesania" est un’imbentu, poita no ddoi at uniformidadi me in is làcanas. Oindì puru sa R.A.S., a parri de su professori catalanu, sighit unu tretu sballiau, ca sa LSC est artifitziali. Po Ferrer no fait a imperai sa LSC me in sa scola e in s’aministradura: est una limba kentza de benidori. Duncas po Ferrer tòcat a torrai luegus a su connotu, est a nai a sa lìngua L1 (o lìngua de bartzolu).

Is ùrtimus duus interbentus fiant de Francu Pilloni e de Juliu Solinas. Pilloni, ki iat jai pigau parti a s’atòbiu-dibatu de Masuddas, at torrau a nai ca is diferentzias a-intru de su sardu funt una sienda manna. Solinas at nau de essi de acordiu cun Ferrer ca fintzas po issu puru tòcat a difendi is bariedadis naturalis de su sardu.



Màssimu Madrigale


Da http://ivomurgia.splinder.com/post/16383974

postato da: francosardo alle ore 19/03/2008 12:37 | link | commenti
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martedì, 18 marzo 2008

Radiolina, parole in limba con “Vocabolàriu sardu”

header_logo_usParole, parole, parole... "in limba" . Le propone stasera alle 21 la quarta puntata della trasmissione di Radiolina "Vocabolàriu sardu". Il conduttore Giuseppe Corongiu ospiterà come sempre un personaggio della cultura sarda che sarà “costretto” a partecipare al gioco alfabetico su cui è imperniata la serie. Si hanno a disposizione due lettere dell'alfabeto e, sulla base di queste, si dovranno scegliere 4 parole in sardo che in qualche modo si ritengono significative. Le parole scelte saranno il punto di partenza di un confronto che riserva spesso sorprese dialettiche e di contenuto. I termini proposti dagli ospiti sono lo spunto per intavolare una discussione sul filo dei ricordi, delle idee, delle emozioni, delle sensazioni e dei progetti per il presente e per il futuro.

Sarà ospite di Corongiu un giovane studioso e scrittore originario di Ollolai, Michele Ladu, autore di un romanzo in lingua sarda “S'alvure de sos sardos” e una delle figure più interessanti del movimento linguistico sardo. Al centro dell'interesse della trasmissione il coinvolgimento del mondo della scuola. In “Vocabolàriu sardu” ognuno è libero di parlare il sardo della sua varietà materna, ma della lingua regionale non si fa un uso folcloristico né dialettale. “Vocabolàriu sardu” è un progetto realizzato con la Regione. Replica domenica alle ore 8.


Vocabolariu Sardu. Giuseppe Corongiu, conduttore della fortunata serie in limba sarda, ospiterà oggi , Michele Ladu, giovane studioso e scrittore di Ollolai, autore di un romanzo in lingua sarda "S'alvure de sos sardos". Come tutti gli ospiti invitati da Corongiu, Ladu avrà a disposizione due lettere dell'alfabeto e dovrà scegliere 4 parole che in qualche modo ritiene significative.


Da "L'Unione Sarda" del 18/03/2008

postato da: francosardo alle ore 18/03/2008 09:38 | link | commenti
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Blasco Ferrer e la lingua sarda

Dibattito sul libro dello studioso domani in Biblioteca.


header_logo_usLo studioso della lingua sarda Eduardo Blasco Ferrer sarà protagonista domani alle 18,30 nella biblioteca Satta della presentazione del libro “Sardo e Italiano a confronto” (regole d'uso, cambiamenti nel tempo, tecniche glottodidattiche) curato insieme a Giorgia Ingrassia. Al dibattito organizzato dal Consorzio per la pubblica lettura (in collaborazione con la Pro loco di Nuoro e le Edizioni Cuec), e coordinato dal presidente Priamo Siotto, oltre a Ferrer interverrà Maria Antonietta Piga. Eduardo Blasco Ferrer, originario di Barcellona, ha all'attivo numerosi studi sul sardo: dopo aver insegnato Linguistica romanza a Bonn e a Monaco, attualmente è professore ordinario di Linguistica sarda nella facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Cagliari.

Sempre la Satta e sempre nell'auditorium della biblioteca, organizza un altro appuntamento culturale per mercoledì alle 18,30. Protagonista sarà Alessandra Berardi che presenterà i suoi nuovi libri “Cogli l'ottimo Euforismi& aforismi” e “Ex voto ovvero i miracolosi miracoli dell'amore”. Accompagneranno l'autrice Anna Saderi, l'attore Gianni Cossu e il musicista Battista Giordano.


Da "L'Unione Sarda" del 18/03/2008



postato da: francosardo alle ore 18/03/2008 09:35 | link | commenti
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