Un rendez vous che supera ogni lontananza e limite geografico frapposti dal mare e dai monti. Due realtà all'apparenza agli antipodi che trovano terreno comune nella lingua, nella storia e nel carattere delle persone. Nuoro e Tolmezzo, capoluogo della Carnia, vanno verso un gemellaggio che li vedrà gomito a gomito cooperare attivamente. Ieri mattina il primo incontro, nella sala rappresentanze del Municipio, tra Mario Zidda, sindaco del capoluogo barbaricino e Sergio Cuzzi primo cittadino di Tolmezzo, cittadina di 11 mila abitanti, giunto in compagnia di alcuni rappresentanti dell'amministrazione: Gabriele Ioannone, Alfonso Fasolino e Renzo De Prato. Presenti anche Teresa Pintori, assessore alla Cultura dell'amministrazione nuorese e Leonardo Moro, presidente del Consiglio. Trait d'union Carlo Sanna, patron dei circoli sardi (oltre 900 soci) del Friuli Venezia Giulia, che già negli anni '90 ha ammiccato a Nuoro con un corso di cultura sarda intitolato al Nobel Grazia Deledda: «La nostra prima ambizione è restituire un tributo alla piccola patria dalla quale anni fa siamo emigrati». A inaugurare la stagione degli scambi, già in passato, erano stati gli anziani del Centro polifunzionale di via Brigata Sassari che più volte hanno trascorso periodi di villeggiatura negli alberghi della Carnia. Cultura, tradizioni popolari ma soprattutto contatti continui tra gli abitanti dei due centri: «Non solo appuntamenti culturali - precisa Zidda - ma anche forme di collaborazione tra produttori e, in tema di lavoro, con un occhio di riguardo ai più giovani». Un auspicio sottolineato anche da Moro: «Vorremmo che fosse un gemellaggio tra le due comunità, non solo tra le amministrazioni, già in occasione del prossimo Autunno in Barbagia, vetrina privilegiata di tutti i settori produttivi». A sottoscrivere l'augurio anche il sindaco Cuzzi, che si dice «felice di potere essere parte attiva nell'incontro tra due mondi a prima vista lontani ma in ultima analisi con molti punti di similitudine e di affinità». Più d'una queste ultime, a dispetto di ogni apparenza. A cominciare dalla lingua: da una parte il sardo, dall'altra il friulano «che come la vostra parlata deriva direttamente dal latino - fa sapere De Prato - e viene annoverato tra le lingue minoritarie». Poi quella certa chiusura di carattere e la diffidenza che contraddistingue i nuoresi e che caratterizza anche gli abitanti di Tolmezzo. «Peculiarità che durante la prima guerra mondiale - racconta Cuzzi - spesso ci ha fatto erroneamente passare per filoaustriaci». E ancora la delusione per un'unificazione d'Italia «che non si è svolta in maniera armonica - conclude - ma piuttosto, come diceva il vostro Salvatore Satta, si è rivelata solo un'alleanza tra burocrazie».
FRANCESCA GUNGUI
(Da L'Unione Sarda del 28/08/2007)
