L’Uls (Ufitziu de sa Limba Sarda) della Provincia, prosegue la propria attività con l’organizzazione di seminari, conferenze e giornate di studio. Tutto in applicazione della legge dello Stato per la tutela delle minoranze linguistiche. Naturalmente compreso il sardo, che è la seconda lingua dello Stato per numero di parlanti. «Tenuto conto delle recenti restrizioni della Finanziaria - spiega il direttore dell’Uls, Diego Corraine - i finaziamenti per le attività di promozione della lingua sarda nei Comuni si sono ridotti. Sono quindi giunte nuove indicazioni, per la presentazione di progetti che favoriscano l’aggregazione di Comuni (più di 21 per ottenere le condizioni di maggior favore) all’interno di un unico Sportello linguistico di vasta estensione territoriale». La Provincia si è proposta come ente capofila con il progetto di politica linguistica “In sardu, sa limba nostra”, che prevede l’uso del sardo negli enti e nel territorio. Entro quest’oggi (termine previsto per la presentazione del progetto) aderiranno pressoché tutti i Comuni ogliastrini.(l.cu.)
Da "La Nuova Sardegna" del 30/04/2008
