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lunedì, 05 maggio 2008

A Nuoro la sede di un corso di laurea in cultura sarda

nuova_sardegna(1)Università diffusa: per i corsi di laurea decentrati nel territorio si avvicinano le decisioni definitive. Condivido molte critiche alla eccessiva proliferazione di sedi universitarie e posso testimoniare che, negli anni della presidenza all’Ersu di Cagliari, mi è capitato più volte di apprendere direttamente dai sindaci interessati che venivano istituiti nuovi corsi di laurea, anche in centri molto piccoli. E’ giusto riconoscere che hanno sbagliato tutte le università italiane e che i due Atenei isolani hanno dovuto fronteggiare una concorrenza senza regole da parte di Università anche prestigiose, Bologna e Politecnico di Torino su tutte, che attivavano Corsi di laurea nei centri più disparati della Sardegna. Oggi, per localizzare dei corsi di laurea fuori dalle sedi storiche, servono criteri oggettivi: individuare soluzioni utili ad aumentare il numero dei laureati sardi e premiare i corsi che abbiano un effettivo radicamento nel territorio. Sul primo tema ha scritto Francesco Pigliaru, che ha citato varie esperienze internazionali e presentato osservazioni e proposte convincenti. Una qualche diffusione delle “Università di insegnamento” nel territorio appare funzionale all’aumento del numero dei laureati: sembrerebbe pertanto utile un polo universitario nel Nuorese e, forse, anche un altro nella Sardegna nord orientale (Olbia). Per quanto riguarda il radicamento credo che sia fuori discussione l’utilità della localizzazione a Nuoro di un corso di laurea forestale-ambientale; negli ultimi anni si è consolidata inoltre una discreta esperienza formativa sul tema del governo locale.  In questi anni la Regione Sardegna sta investendo molte risorse per la promozione della lingua e cultura sarda mentre i due Atenei sardi, su queste tematiche, hanno accumulato ritardi e colpe da farsi perdonare. Basti pensare, oltre alla sottovalutazione della lingua sarda, al totale disinteresse verso la disciplina dell’Etnomusicologia. I maggiori studiosi nazionali, sin dagli anni’50, giravano la Sardegna per effettuare studi e ricerche, pubblicate nella assoluta indifferenza dell’accademia isolana. Un maestro come Pietro Sassu è dovuto emigrare da docente in varie università della penisola perché non esisteva presso gli atenei sardi una cattedra apposita. Quale migliore sede di Nuoro per una laurea sulla cultura sarda, da organizzare in sinergia con l’Istituto Etnografico?  L’Università a Nuoro viene criticata in nome di una “Eccellenza” richiesta più propriamente per i centri di ricerca, mentre in Sardegna il vero problema è elevare il livello di formazione dei giovani. Gli studenti, per cercare l’eccellenza, dovrebbero recarsi a Cagliari e Sassari: peccato che i servizi per gli universitari, nelle due sedi storiche, non siano per niente eccellenti semmai appena sufficienti. Per la mia esperienza, in relazione alle strutture e alle potenzialità esistenti, Cagliari può ospitare non più di 30.000 studenti (e Sassari, credo, intorno ai 15.000). I laureati sardi nei prossimi anni dovranno essere molti di più. Per questo ritengo utile consolidare a Nuoro un polo di studi universitari molto caratterizzato, che non duplichi corsi di laurea già esistenti.  Questo terzo polo mi piacerebbe chiamarlo Università della Sardegna Centrale, per due ragioni. Difficilmente possano coesistere due poli autonomi a Nuoro e Oristano: alcuni corsi, ben radicati nel territorio, potrebbero restare nell’Oristanese incardinati però all’interno di un unico polo di gestione dei corsi della Sardegna centrale, con sede a Nuoro ma policentrico come strutture.  La Regione Sardegna è proprietaria dell’Ex Seminario di Cuglieri, già sede di studi universitari di Teologia sino al 1970, uno stabile colpevolmente chiuso da quasi 40 anni, anche se in buone condizioni perché sono state fatte le manutenzioni. Quella struttura potrebbe ospitare corsi residenziali, Summer University, attività di formazione e aggiornamento per i pubblici dipendenti, organizzate in collaborazione con il Formez e altri Enti pubblici e privati. Il Seminario di Cuglieri potrebbe finalmente smettere di essere “ex”, diventare Seminario nell’accezione universitaria e afferire alla costituenda Università della Sardegna Centrale, unitamente alle strutture già individuate a Nuoro ed eventualmente a quelle di Oristano. Per realizzare quanto detto servono certamente notevoli risorse che possono essere reperite tra i fondi europei, come già fatto per l’università telematica Unisofia: si tratterebbe comunque di soldi ben spesi. (Luigi Sotgiu)




 * Direzione orientamento e Comunicazione Università di Cagliari




Da "La Nuova Sardegna" del 01/05/2008

postato da: francosardo alle ore 05/05/2008 12:19 | link | commenti
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