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giovedì, 08 maggio 2008

Divisi nel nome della “limba”

header_logo_usLa Regione sceglie il logudorese, il Comune si oppone.  Carte geografiche da modificare e file all'anagrafe per adeguare i cognomi: fosse davvero la lingua ufficiale, la “limba sarda unificata” approvata dalla Regione e rilanciata nei giorni scorsi in occasione di Sa die de sa Sardigna, per la terza città dell'Isola sarebbe un terremoto.

Gli esperti incaricati dalla Giunta Soru hanno prediletto il logudorese a discapito della variante campidanese, nonostante quest'ultima sia parlata dalla maggior parte dei sardi. Dal Comune parte la richiesta di rivedere la legge per tutelare la parlata locale, con l'istituzione di un doppio standard che metta d'accordo nord e sud.

Seguendo le attuali regole dettate da viale Trento, sparirebbe l'utilizzo della x , presente in dosi massicce nei toponimi e nei cognomi quartesi, per essere sostituito dal gh . Le famiglie Puxeddu dovrebbero essere ribattezzate Pugheddu, e la variazione sarebbe un incubo per chi, di cognome, fa Xaxa. Che dire poi delle tante località con la x come Foxi e Pardinixeddu, condannate a essere corrette in Foghe e Pardinigheddu. Addio anche agli articoli campidanesi is e sa , destinati a essere rimpiazzati dai settentrionali sos e sas .

«Per com'è ora la legge, non si va da nessuna parte», contesta l'assessore alle Tradizioni popolari e Lingua sarda Tonio Pani, «creare una lingua colta, ma quasi sconosciuta alla maggioranza dei sardi, non ha alcun futuro. Serve invece un progetto che coinvolga le due macrovarianti, logudorese e campidanese, per creare un processo meno artificiale». Da qui la richiesta del doppio standard: «Bisogna attingere da esperienze maturate altrove», prosegue l'assessore, «con il doppio standard: esiste per il ladino, lingua minoritaria come la nostra, ma anche per il norvegese, che è invece la lingua ufficiale di uno Stato».

Il campidanese era già il cavallo di battaglia, negli anni Novanta, per l'amministrazione guidata dall'allora sindaco Graziano Milia: a Quartu furono istituiti il primo assessorato alla Lingua sarda e una scuola, divenuta punto di riferimento per studiosi e appassionati. Sono diversi i progetti portati avanti più recentemente, come il master in lingua sarda, lo sportello in limba e la biblioteca sulle minoranze linguistiche. Il pericolo, temono in Municipio, è che la x sia utilizzata solo per depennare queste iniziative.


GIOVANNI MANCA DI NISSA


Da "L'Unione Sarda" del 08/05/2008

postato da: francosardo alle ore 08/05/2008 12:17 | link | commenti
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